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Scegli artigiano, l’intervento di Paola Freccero al Festival di Varese Ligure

paola freccero al festival di varese ligure

paola freccero al festival di varese ligure

A Paola Freccero, Presidente degli alimentaristi liguri CNA, è toccato l’onore e l’onere di chiudere a Castel Fieschi i “gustincontri” del sabato in occasione del “Festival nazionale del biologico e delle buone energie” di Varese Ligure. Donna che fa impresa per DNA naturale, sensibilità femminile al servizio della caparbietà professionale, Paola Freccero origina da una famiglia che ha sempre lavorato le farine, una tradizione che in Liguria vanta natali antichissimi. E, di conseguenza, vanta vari formati “gloriosi” (mandilli, picagge, gasse, corzetti, troffie, natalini…), del resto Genova fu – con la Sicilia di cui testimonia nel 1154 il famoso geografo arabo Al-Idrisi * – il primo areale dove attecchirono le produzioni di paste lunghe, gli “itriya” e i “fidaus” probabili progenitori delle trenette, dei fidelini e poi delle tante paste fini “all’uso di Genova”.
Paola Freccero, nel suo intervento, ha ribadito incisivamente i temi cari alla microimpresa artigiana, le ridotte dimensioni aziendali come punto di forza, come fattore di adattabilità. L’unicità del prodotto artigiano contrapposta alla serialità industriale. L’identificazione profonda col proprio marchio, inteso quasi come un figlio. Ed ha stigmatizzato l’eccesso di burocrazia che penalizza la quotidianità aziendale, costringendo a continui adempimenti che sottraggono tempo, denaro ed energie all’imprenditore onesto. Grazie alle sue parole, il pubblico infine si domandava: “ma perché mai una salsa come il pesto dovrebbe contenere allergeni come gli anacardi?” E poi: “ma perché mai il cioccolato dovrebbe contenere glutine?”.
Sono domande che probabilmente dovrebbero porsi anche coloro che non se le pongono mai. Ed in tal senso il Festival di Varese Ligure ha piantato un seme, aiutiamolo tutti a fruttificare.
* nel suo Libro di Ruggero, si legge: “A ponente di Termini v’è l’abitato di Trabia, sito incantevole, ricco di acque perenni e mulini, con una bella pianura e vasti poderi nei quali si fabbricano “itrìya” (vermicelli, spaghetti) in quantità tale da approvvigionare, oltre ai paesi della Calabria, quelli dei territori musulmani e cristiani, dove se ne spediscono consistenti carichi”.

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